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Frazioni: Villa Convento

Informazioni utili

Premessa

Intorno all'anno mille, i normanni, un misto di popoli migratori, provenienti da Danimarca e Norvegia, si diresse verso l'Europa e l'Italia Meridionale. Essi, nel 1130 diedero vita al Regno di Sicilia, che nasceva all'insegna della dinastia normanna degli Altavilla e comprendeva non soltanto l'isola di Trinacria, l'odierna Sicilia, ma anche le terre di Calabria e Puglia. Durante quel periodo di conquiste, villaggi e costruzioni pugliesi furono ripetutamente rasi al suolo e, solo grazie all'intervento dei monaci basiliani, ricominciò la lenta e faticosa opera di ricostruzione e di ripristino della vita civile.

La fondazione

Furono proprio gli Altavilla a fondare la Contea di Lecce comprendente, tra gli altri, i casati di Novale e S. Maria de Nove. Conquistata dagli Svevi (XIII sec.) e poi nuovamente perduta in seguito alla sconfitta di Manfredi, la Contea fu concessa, insieme a numerosi casati, nel 1291, al crudele Ugo di Brienne da Carlo d'Angiò.

Nell'elenco dei casali del 1369 Novole non viene più citato ed è necessario scorrere le pagine dei libri di storia fino al 1492 per scoprire che in tal periodo il padrone del feudo era Antonello Guarino. Si giunge poi ai tempi degli Enghien e della Regina Maria che nel 1384, a soli 17 anni, divenne Contessa di Lecce. Dopo la morte dell'ultimo degli Orsini, con la dominazione degli Aragonesi, Novale e S. Maria di Nove passarono, fino al 1706, alla Casa Mattei.
Intanto, i due casali, si fusero in un'unica entità e tali sono rimasti fino ai giorni nostri.

La Chiesa ed il convento

Entrambi dedicati alla madonna delle Grazie, furono edificati verso la metà del XVI secolo. La chiesa, coi i suoi sette altari (un altare maggiore e sei minori, dedicati alla Madonna del Rosario, alla Madonna dei Fiori, alla Madonna di Costantinopoli, a Sant'Onofrio, a S. Domenico e alla Circoncisione di Gesù, tutti ornati di affreschi e di quadri), era provvista di un chiostro, un dormitorio di sedici celle, giardino e refettorio.

Durante l'occupazione militare, il convento fu ceduto dal Re al Vescovo di Lecce, Mons. Nicola Caputo (1818-1862) che, a sua volta, lo diede in enfiteusi (diritto di godimento perpetuo o della durata non inferiore ai 20 anni) all'Ing Antonio De Pandis, il quale ne modificò la destinazione originaria, suddividendolo dapprima in ville e fattorie e, successivamente, destinandolo a fabbrica di tabacchi orientali.

 
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