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Curiosità: il fico d'india

Nella comunità novolese di ormai parecchi anni fa, il medico era un lusso che non tutti potevano permettersi e spettava quindi o alla mamma o alla nonna assumersi l'onere di somministrare la giusta medicina. Qui subentra la pianta grassa del fico d'india, detta volgarmente "ficaligna", e usata dai più come ottimo rimedio naturale a vari malesseri.

Per ovviare ad un forte raffreddore alcuni fiori di questa pianta venivano bolliti per circa tre ore in pochissima acqua che veniva poi filtrata e addolcita da tanto miele. Come diuretico ne veniva consumato l'infuso, in quanto questo frutto contiene un'alta percentuale di zuccheri. Le pale di questa pianta poi, liberate dalle spine, venivano riscaldate sul fuoco e applicate sul dorso delle persone con patologie dell'apparato respiratorio.

Ma questo frutto, oltre a rappresentare un utile rimedio naturale, insaporiva anche la tavola di chi si apprestava a gustarlo: le pale del fico d'india liberate dalle spine, bollite, tagliate in piccole fette e servite con sale, pepe e burro fuso diventano un piatto prelibatissimo.

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